Arriva il distributore self-service di vino

E' successo quando? Un paio di mesi fa forse...entra in vigore una legge nazionale che vieta la vendita di bevande alcoliche nei luoghi pubblici dopo le due del mattino (o di notte, a seconda del vostro stile di vita!). Per evitare, si suppone, le stragi del sabato sera e tutte le dannose conseguenze del consumo/abuso di alcool.

Mettiamo da parte tutta la polemica relativa al fatto del "fatta la legge trovato l'inganno", per cui in tempo zero si è trovato un escamotage per, se non acquistare, comunque consumare alcolici in svariate forme, il che fa sorgere la domanda: e allora a cosa serve una legge?

La riflessione successiva nasce da un'interessante segnalazione che potete trovare sul sito di partecipami.it relativa a un distributore self-service di vino sfuso.

Funziona come le macchinette dell'acqua e degli snack in metropolitana. Inserisci i soldi e il prodotto viene automaticamente erogato dall'apparecchio. Niente di più semplice. E attenzione, non vi troverete a sorseggiare fondi bottiglia ma vini doc: Chardonnay, Bardolino, Cabernet, Raboso. Eccolo il paradosso. Si fa una propaganda di sensibilizzazione spietata contro i rischi dell'alcool, si mettono tutti i paletti possibili e immaginabili, si etichettano i giovani come degli incoscienti ubriaconi e poi si installa un "negozio" autorizzato per la vendita di prodotti alimentari (vuoi non mangiare anche un tozzo di pane già che ci sei?) e alcolici completamente automatizzato, senza nessuno che controlli chi va a rifornirsi al dispencer. Ah, ovviamente sette giorni su sette, tutto l'anno ventiquatr'ore su ventiquattro.

Bene! Il primo apparecchio è stato avvistato in via Cadibona, ma ci sono tutti i presupposti per una proliferazione nel breve periodo, perchè funziona alla grande, meglio di un locale, pur contravvenendo a tutte le leggi e tutte in una volta. Perchè se un adulto è libero di fare ciò che vuole della propria esistenza, per un minorenne per esempio, non è così.

Ma non serve inserire la carta d'identità per avere il proprio quatrino di vino, basta una banconota. Il Comune di Milano ha permesso tutto questo e, come se non bastasse l'idea bizzarra di rilasciare la licenza, non si è nemmeno tenuto conto del fatto che, intorno al distributore automatico si raccoglie un bel gruppetto di persone a fare baldoria, con immensa gioia dei residenti. Insomma ennesimo caso di perdita del buon senso dell'amministrazione comunale.

Simona Mapelli - Milano cronaca, 21 Dicembre 2007

 

Una nuova soluzione per distribuire vino sfuso è "Spillo!". Leggi l'articolo e guarda le foto

 
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