Realizzare un punto vendita di prodotti sfusi alla spina

Realizzare un punto vendita di prodotti sfusi alla spina significa mettere in atto tutti quegli accorgimenti normativi, tecnici e funzionali che permettono di iniziare la vendita di prodotti sfusi.

Vanno pertanto considerati il locale, le licenze, i prodotti da mettere in vendita e i relativi macchinari.

In questo articolo ci soffermeremo sugli ultimi due aspetti. I prodotti in vendita in un negozio di prodotti sfusi sono numerosi; in linea generale però i più venduti sono: vino, latte crudo, succhi e spremute, legumi, cereali, spezie, pasta, riso, verdure essiccate, caffè, caramelle, detersivi, saponi (in scaglie o a taglio), pet food. In seguito ad alcune direttive europee recepite dalla normativa italiana, non è possibile vendere olio e zucchero sfusi.

Poiché la filosofia generale di un punto vendita di prodotti alla spina è quella di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente (riuso del vuoto e riduzione del packaging) potrebbe essere una soluzione interessante proporre ai propri clienti anche soluzioni ecocompatibili, quali ad esempio soluzioni per il compostaggio e per la raccolta differenziata, stoviglie e materiale vario in mater-bi, biosacchetti e borse in tela...

Una importante considerazione va fatta riguardo le diverse tipologie di distributori e i relativi prodotti. Per quanto riguarda i prodotti per la vendita bisogna fare la seguente considerazione: la vendita di prodotti sfusi, per sua peculiarità, contribuisce alla salvaguardia dell'ambiente e consente, in taluni casi, anche un risparmio economico per il consumatore. Tale risparmio è ancora più evidente se i prodotti in vendita sono a km 0 cioè acquistati presso i produttori locali.

La vendita a km 0 e quindi a filiera corta, garantisce un prodotto di qualità a prezzi convenienti grazie all'eliminazione degli intermediari. Il portale DistributoriallaSpina.it suggerisce pertanto di stabilire opportuni rapporti di vendita con i produttori locali (es. aziende agricole, realtà produttive locali...) piuttosto che importare prodotti con conseguente ricarico sulla merce.

 

 
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